
Il Parlamento europeo ha approvato, il 10 febbraio 2026, una riforma cruciale del regolamento sulle procedure d’asilo, introducendo per la prima volta un elenco comune dei paesi di origine sicuri e nuove norme sui paesi terzi sicuri.
Con una netta maggioranza, 408 voti a favore, l’Assemblea ha sancito un cambio di paradigma volto a velocizzare l’esame delle domande e contrastare gli abusi del sistema migratorio, integrando il più ampio Patto sulla migrazione e l’asilo adottato nel 2024.
Il nuovo elenco comprende sette nazioni: Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia, oltre ai paesi candidati all’adesione all’UE.
Per i cittadini provenienti da tali territori, le domande di asilo saranno esaminate attraverso procedure accelerate, fondate sulla presunzione dell’assenza di rischio di persecuzione. In questo contesto, l’onere della prova ricade sul richiedente, il quale dovrà dimostrare la sussistenza di un fondato timore di subire un danno grave, al fine di evitare il rimpatrio. La Commissione europea eserciterà un monitoraggio costante sulla situazione di questi Paesi, riservandosi la facoltà di sospenderli dall’elenco qualora emergano conflitti o violazioni dei diritti fondamentali.
Il Parlamento ha ridefinito il concetto di “paese terzo sicuro”, consentendo agli Stati membri di dichiarare inammissibile una domanda se il richiedente è transitato o ha legami con un paese fuori dall’UE dove potrebbe ricevere protezione.
Una delle proposte più discusse è la possibilità di applicare questa norma anche in assenza di un legame personale, come ad esempio la presenza di familiari, purché esista un accordo bilaterale o europeo per l’ammissione dei richiedenti. Questo permetterà di respingere rapidamente le domande infondate, evitando che le persone restino per anni in un ‘limbo giuridico’.
Il relatore Alessandro Ciriani (FdI) del gruppo conservatori e riformisti europei ha definito il voto una‘svolta politica’ che traccia una rotta fondata su regole comuni e responsabilità condivisa.
Tuttavia, il fronte delle organizzazioni civili, guidato dal Tavolo Asilo e Immigrazione (Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Emergency, Medici Senza Frontiere, Oxfam Italia, Action Aid e altri ancora), ha espresso una forte preoccupazione per la riforma che, sostituendo la valutazione individuale delle domande con automatismi statistici e procedure accelerate, rischia di smantellare le garanzie fondamentali e favorire un’esternalizzazione dell’asilo verso paesi terzi dove la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo non è garantita.
Viene criticata in particolare l’esternalizzazione delle procedure, che potrebbe esporre persone vulnerabili a rischi per la salute e a decisioni affrettate, legittimando accordi come il Protocollo Italia-Albania.
Prossime tappe
I regolamenti attendono ora l’adozione formale da parte del Consiglio dell’UE. Sebbene la piena applicazione della legislazione sull’asilo sia prevista per giugno 2026, alcune disposizioni riguardanti i paesi sicuri e le procedure accelerate di frontiera potrebbero entrare in vigore anticipatamente per rispondere alle pressioni politiche degli Stati membri.
Per approfondire: La Commissione accoglie con favore l’adozione da parte del Parlamento europeo del concetto di paese terzo sicuro e del primo elenco di paesi di origine sicuri
Asilo: via libera alle nuove norme sui paesi terzi e paesi di origine sicuri












