Intelligenza artificiale: quanto incide sulla nostra quotidianità?

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L’intelligenza artificiale è sempre più presente nel mondo del lavoro, ma la sua diffusione non procede allo stesso ritmo tra lavoratori e imprese.

Se da un lato sono sempre più numerose le persone che utilizzano questi strumenti nelle proprie attività, dall’altro molte aziende faticano ancora a integrarli nei propri processi.

A che punto è l’Europa e quali sono le sfide da affrontare per colmare questo divario?

Per capire meglio la situazione, basta guardare ai dati della Commissione europea: circa il 30% dei lavoratori dell’UE utilizza strumenti di intelligenza artificiale, mentre tra le imprese la loro diffusione è ancora limitata (solo il 20% li ha integrati in modo strutturato).

Questo evidenzia come l’adozione dell’IA proceda a ritmi diversi.

Una delle principali preoccupazioni, però, riguarda l’occupazione.

Secondo il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea, essere esposti all’IA non significa necessariamente rischiare di perdere il proprio posto di lavoro.

L’impatto dell’IA, infatti, varia a seconda della professione: in alcuni lavori questa tecnologia può diventare uno strumento di supporto, mentre le mansioni più ripetitive, come alcune attività amministrative, sono maggiormente esposte al rischio di automazione.

Per affrontare questi cambiamenti, è importante offrire ai lavoratori opportunità di formazione e aggiornamento professionale, anche se non sempre è facile accedervi.

Le micro-credentials, ad esempio, permettono ai lavoratori di acquisire nuove competenze senza interrompere la propria attività.

In Finlandia, oltre 2.000 sessioni pratiche sull’IA hanno aiutato le PMI di settori come l’agricoltura, la logistica, il turismo e i servizi di pulizia a comprendere e utilizzare queste tecnologie.

Anche a livello europeo sono state avviate iniziative per rafforzare le competenze digitali, come:

  • il Pact for Skills, che promuove la collaborazione tra imprese e altri soggetti per sviluppare le competenze professionali;
  • l’Artificial Intelligence Skills Alliance (ARISA), che si occupa dello sviluppo delle competenze legate all’IA.

L’obiettivo, quindi, non è soltanto favorire la diffusione dell’IA, ma fare in modo che lavoratori e imprese sappiano utilizzarla in modo consapevole. 

Per riuscirci, sarà fondamentale investire nella formazione e rendere le nuove competenze accessibili anche a chi oggi incontra maggiori difficoltà.

Per approfondire: Commissione Europea – AI and skills in Europe: closing the adoption gap, JRC – AI and skills report, Commissione Europea – Regolamento sull’IA

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