Diari d’Europa #57 – Ungheria, Democrazia e pandemia

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Ungheria, Democrazia e pandemia

Le derive autoritarie dell’Ungheria destano sempre più preoccupazione in Europa e altrove. Nel corso del mese di marzo il premier Viktor Orban, col pretesto di combattere il coronavirus, si era attribuito, senza limite di tempo, i pieni poteri. A distanza di poche settimane dall’entrata in vigore di quelle leggi, cominciano a sentirsi i primi effetti di un clima da caccia alle streghe. 

E’ cominciata con la sospensione dei diritti di protezione dei dati dei cittadini, previsti dalla legislazione europea e continua oggi con ripetuti arresti tra chi osa esprimere una libera opinione contro alcune scelte del Governo in materia di coronavirus.

Una deriva autoritaria e un attacco alla democrazia e allo stato di diritto denunciati da parlamentari europei ungheresi del partito Momentum, una denuncia che si aggiunge a quelle di altre organizzazioni internazionali di protezione dei diritti fondamentali. 

Una situazione sempre più inquietante e che potrebbe espandersi anche ad altri Paesi vicini, come la Polonia o la Slovacchia. Un ennesimo campanello d’allarme per l’Unione Europea, chiamata a difendere dal virus anche i suoi valori fondanti. 

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

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