Sicurezza online, Erasmus e futuro: le richieste del Comitato delle Regioni

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Garantire maggiore sicurezza online, rafforzare la partecipazione giovanile e investire nella cultura per favorire la coesione sociale in Europa: sono queste le richieste delle regioni e delle città dell’UE, emerse nel corso del dibattito con Glenn Micallef, Commissario europeo per l’equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport.

Il confronto si è svolto lo scorso 2 febbraio, nell’ambito della commissione Politica sociale, istruzione, occupazione, ricerca e cultura (SEDEC) del Comitato Europeo delle Regioni. I rappresentanti degli enti locali hanno ribadito l’importanza dell’equità intergenerazionale e della partecipazione giovanile, come strumenti in grado di rendere l’Unione maggiormente inclusiva e più forte, chiedendo di valutare, a tutti i livelli di governo, l’impatto a lungo termine delle politiche pubbliche.

Inoltre è emersa la richiesta di applicare in maniera più rigorosa le norme già esistenti per la tutela di bambini e giovani nel mondo digitale. I membri della Commissione hanno adottato un progetto di parere sulla tutela dei minori online, chiedendo alle piattaforme una maggiore assunzione di responsabilità, spingendo per l’adozione di sistemi di verifica dell’età e adottando delle regole chiare sulla pubblicità e sugli influencer. Il progetto di parere sarà sottoposto al voto finale nella prossima sessione plenaria del Comitato delle Regioni.

Nella riunione si è parlato anche del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione 2028-34. La commissione SEDEC ha adottato un progetto di parere sul prossimo programma Erasmus+, con la richiesta di un accesso più equo per gli studenti europei, aprendo un capitolo specifico per il settore sportivo e garantendo il coinvolgimento degli enti locali e regionali.

Altro tema oggetto di dibattito, anch’esso terminato con l’adozione di un progetto di parere, è stato il sostegno del programma AgoraEu, che verrà creato nel nuovo bilancio UE. Secondo i membri della SEDEC, questo dovrà diventare uno strumento di protezione della cultura, dell’indipendenza dei media e della partecipazione civica, con un’attenzione particolare alle comunità locali, alle lingue minoritarie e ai territori periferici.
Per saperne di più: leggi la notizia  sul sito del Comitato Europeo delle Regioni

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