Taranto 2026: cala il sipario sulla 20ª edizione dei Giochi del Mediterraneo

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Si è conclusa a Taranto, la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo ha visto la partecipazione di migliaia di atleti provenienti da oltre 26 Paesi in 33 diverse discipline. La manifestazione, istituita nel 1951 ad Alessandria d’Egitto e riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale nel 1952, continua a rappresentare un punto di riferimento per lo sport nella regione euro-mediterranea.

In un contesto geopolitico segnato da tensioni e conflitti, i giochi incarnano lo spirito e i valori dell’olimpismo, promuovendo la pace, l’amicizia, l’eccellenza, l’apertura mentale e l’unità tra i popoli del bacino mediterraneo. Questa edizione si inserisce strategicamente nella cornice del Patto per il Mediterraneo promosso dall’Unione Europea, valorizzando il ruolo dello sport nel rafforzare la coesione sociale e superare le divisioni.

Un elemento chiave di questa iniziativa è il progetto MED-Volunteers 2026, finanziato dall’UE attraverso il programma Erasmus+ Sport, che ha dedicato un’attenzione particolare al volontariato inclusivo in almeno sette discipline. Questo programma ha stimolato la partecipazione attiva dei giovani e la cittadinanza attiva, ispirando atleti e volontari. 

A chiusura dell’evento, la Commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha espresso l’orgoglio dell’Unione Europea per questo importante traguardo dei 75 anni, ricordando come i Giochi abbiano messo le nuove generazioni al centro, usando lo sport come linguaggio universale per unire le sponde del Mediterraneo.

Per saperne di più: The 20th edition of the Mediterranean games promotes values and objectives supported by the Pact for the Mediterranean

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Giulia Cattero
Ho 28 anni e sono appassionata di geopolitica, difesa e sicurezza. Ho dedicato il mio percorso accademico alla comprensione delle dinamiche internazionali: dopo la laurea triennale in Scienze internazionali dello Sviluppo e della Cooperazione, ho conseguito la magistrale in Scienze Strategiche presso la SUISS di Torino. Ho conosciuto Apice per caso, ma l’entusiasmo e l’impegno che animano l'associazione mi hanno conquistata fin da subito, spingendomi a restare e a dare il mio contributo attivo.

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