Eurostat ha pubblicato i dati aggiornati relativi ai flussi migratori. L’obiettivo è quello di consentire ai cittadini di comprendere i fenomeni trattati, attraverso una visione complessiva.
ETEROGENEITÀ DELLA POPOLAZIONE
Nel 2024, quasi il 10% delle persone residenti negli Stati UE aveva origini straniere, di cui il 3,2% comunitarie e il 6,4% extracomunitarie.
L’immigrazione extracomunitaria ha registrato un rallentamento dal 2022. In termini assoluti, i paesi che hanno ricevuto la maggior parte dei migranti extra UE sono: Spagna, Germania, Italia, Francia e Polonia.
Dall’altro lato, le persone che lasciano l’UE per trasferirsi in uno stato fuori l’UE sono in aumento. La maggiore emigrazione extracomunitaria si è registrata da Spagna, Germania, Francia e Romania.
Il bilancio finale, comunque, segna un saldo positivo, con circa tre milioni di ingressi in più rispetto alle uscite dall’Unione.
La migrazione comunitaria, invece, è un fenomeno minoritario ed è caratterizzata dal diritto alla libertà di movimento delle persone che, tuttavia, è in lieve calo. Il Paese che ha accolto più cittadini da altri Paesi UE è stata la Germania.
Inoltre, nel 2024, la maggior parte dei cittadini europei ha vissuto nel proprio Stato di nazionalità. I paesi con la maggiore percentuale di persone non cittadine sono stati il Lussemburgo, Malta e Cipro; al contrario, le percentuali più basse furono in Slovacchia, Polonia e Romania.
I dati mostrano che la popolazione non cittadina rappresenta una percentuale significativa tra gli individui in età lavorativa. I non cittadini risiedono nell’UE grazie ai permessi di soggiorno: nel 2024 sono stati emessi circa 3,5 milioni di nuovi permessi, principalmente a persone di origine ucraina, indiana, marocchina e siriana. La causale più ricorrente nelle richieste è il lavoro, seguita dal ricongiungimento familiare e dall’istruzione; i restanti sono stati rilasciati sulla base della protezione internazionale.
RICHIESTE DI ASILO E PROTEZIONE INTERNAZIONALE
Nel 2024, l’Unione Europea ha concesso l’asilo a 438.000 persone. Negli ultimi dieci anni, i picchi più alti sono stati registrati nel 2015/2016, quando le richieste hanno superato il milione.
Il 74% delle richieste pervenute in UE interessa 4 paesi: Germania, Spagna, Italia e Francia.
I richiedenti asilo di nazionalità siriana, venezuelana e afghana sono stati i più numerosi. Tra tutte le domande presentate, la maggior parte si è conclusa in prima istanza con il riconoscimento dello status di rifugiato (persona a rischio di persecuzione), seguito dal conferimento di protezione sussidiaria (rischio di grave danno nel paese di origine) ed in seguito aiuti umanitari (protezioni e assistenza specifiche, ad esempio mediche).
IMMIGRAZIONE IRREGOLARE E RIMPATRI.
Ai confini all’area Schengen, le ragioni principali per i respingimenti sono la mancanza di una giustificazione adeguata per la richiesta, o la presentazione di visti invalidi.
Nonostante ciò, circa 919.000 persone sono state trovate a risiedere nel territorio dell’Unione irregolarmente e principalmente in Germania, Francia e Italia. Gli ordini di rimpatrio hanno subito un aumento generale in tutta Europa, con la maggior parte di questi riguardante gruppi provenienti da Georgia, Turchia e Albania.
MIGRAZIONE QUALIFICATA
L’UE prevede l’emissione di un permesso di soggiorno speciale, chiamato “Blue Card”, per le persone altamente qualificate. La maggior parte dei beneficiari di questo visto proviene dall’India, dalla Russia, dalla Turchia e dalla Cina. Indiani e cinesi sono anche tra i principali beneficiari di permessi per ricerca e studio, insieme a cittadini statunitensi e marocchini.
Un altro tipo di permesso per persone qualificate è il visto “Intra-corporate transfer“, che si applica a tutti i casi di trasferimento da una sede all’altra all’interno della stessa azienda o società. I maggiori detentori di questo visto sono sempre i cittadini cinesi e indiani, insieme a quelli sudcoreani.
Per approfondire: EUROSTAT – Migration and Asylum in EU 2025













