L’UE promuove la cultura nelle città con la seconda generazione dell’Osservatorio della cultura e della creatività urbana

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La Commissione europea ha pubblicato la seconda edizione dell’Osservatorio della cultura e della creatività urbana, uno strumento lanciato per la prima volta nel 2017 che ha l’obiettivo di valutare promuovere e stimolare la crescita culturale, sociale ed economica delle diverse città europee. Vengono valutati principalmente tre aspetti delle città: la vivacità culturale, l’economia creativa e il contesto favorevole. Dopo il successo della prima edizione, quest’anno l’Osservatorio si colora di novità, presentando un quadro ancora più ricco di città europee (190 città di 30 paesi, tra cui la Norvegia e la Svizzera), e un uso più vario di strumenti di analisi e valutazione, comprese nuove fonti di dati web. Gli obiettivi sono non solo più la creatività e cultura europea, ma anche l’inclusione sociale.

La prima edizione dell’Osservatorio aveva avuto dei risultati straordinari, ispirando le amministrazioni locali di tutta Europa. Ad esempio, la città di Madrid, grazie ai dati dell’Osservatorio, ha individuato i beni culturali e creativi da mettere in luce per migliorare la propria posizione nelle classifiche internazionali. Anche Győr (Ungheria) è stata aiutata dall’Osservatorio nelle scelte future di investimento e nelle strategie di economia culturale e creativa per il periodo 2019-2028. Infine Umeå (Svezia) ha utilizzato questo strumento per i suoi abitanti sul tema della crescita sostenibile.

I risultati di questa seconda edizione sono stati altrettanto positivi e hanno riguardato diversi ambiti e diverse zone dell’Unione. I posti di lavoro nei settori culturali e creativi sono cresciuti in modo particolare nelle città dell’Europa settentrionale e orientale (Ungheria, Estonia, Lituania e Polonia), mentre per quanto riguarda la “vivacità culturale” e “l’economia creativa” ottimi risultati sono presentati anche dall’Europa occidentale e meridionale. In generale le città più culturali e creative sono anche più prospere, dimostrando un legame stretto tra i risultati ottenuti nell’indice della cultura e della creatività urbana e i livelli di reddito delle città. Per questo i futuri fondi della politica di coesione dell’UE saranno dedicati alla convergenza socioeconomica e alla coesione territoriale, in particolare all’occupazione creativa, all’innovazione e ai collegamenti con i sistemi di trasporto.

Per saperne di più: il comunicato della Commissione

Chiara Miolano

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