Lettera aperta di Civico Europa ai cittadini e ai capi di Stato e di governo dell’Unione europea

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Di seguito pubblichiamo la lettera aperta di Civico Europa ai cittadini e ai capi di Stato e di governo dell’Unione europea

“In questo periodo di ripresa economica e relativa stabilità, noi europei non possiamo dimenticare che non molto tempo fa eravamo sull’orlo di un abisso e che la nostra realtà è ancora piena di incertezze geopolitiche e finanziarie, con livelli di debito record in Asia e in America in grado di scatenare un’altra crisi economica mondiale.

Né possiamo pensare che i Capi di Stato e di governo, possano, da soli, senza una partecipazione attiva dei cittadini, far fronte alle numerose e complesse sfide che ci minacciano.
Esattamente due anni fa, il 9 maggio 2016, lanciavamo sulle prime pagine dei maggiori quotidiani europei un appello per la rinascita del progetto europeo.

Nostra principale preoccupazione: evitare l’implosione dell’Unione europea in un momento di vuoto politico senza precedenti, caratterizzato dall’ascesa di movimenti populisti e nazionalisti. Nostra convinzione: che solo una dinamica che riunisse – al di là delle diverse sensibilità politiche – cittadini e leaders d’opinione potesse generare una pressione politica tale da garantire l’unità dei 27 Stati membri nel caso in cui il referendum sull’adesione all’Unione Europea del Regno Unito avesse dato esito negativo. I leaders europei avevano infatti acconsentito alla richiesta di David Cameron di non preparare un piano B, suscettibile, a suo avviso, di aumentare i rischi di un risultato sfavorevole.

Il nostro appello ha ricevuto una eco formidabile. Decine di migliaia di cittadini hanno positivamente reagito in tutta Europa. Capi di Stato e di governo ci hanno ricevuti e, cosa più importante, hanno ascoltato le nostre raccomandazioni: unità nei negoziati sulla Brexit e definizione di una tabella di marcia per il rilancio dell’Unione. I Presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo a loro volta ci hanno chiesto di riflettere sui contenuti di una tale tabella di marcia e, in maniera più ampia, su come articolare al meglio sovranità nazionale ed europea. I risultati di tale riflessione sono contenuti nel rapporto “La via europea per un futuro migliore”, che è stato presentato loro nel marzo 2017, in occasione dei 60 anni dei Trattati di Roma. L’essenza delle nostre proposte è stata da allora oggetto di una sostanziale adozione politica, da parte del Presidente della Commissione europea nel suo ultimo discorso sullo Stato dell’Unione, da parte del Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron nei suoi famosi discorsi alla Sorbona e a Strasburgo, nonché del Parlamento europeo.

Alcune delle nostre raccomandazioni stanno oggi diventando realtà, come le consultazioni cittadine, già avviate in alcuni Stati membri, la priorità data dalla Commissione europea all’intelligenza artificiale, i progressi nel settore della difesa, i lavori tesi al miglioramento della qualità dell’informazione, la modernizzazione del modello sociale europeo, l’estensione del progetto Erasmus alle scuole, che consentirà finalmente a ogni europeo di vivere un’esperienza umana diretta dell’Unione, sin dalla più giovane età. Questi progressi dovranno essere sostenuti da un bilancio adeguato, che consenta la democratizzazione dell’Erasmus, il mantenimento di un programma ambizioso per la cultura, e l’aumento degli sforzi in materia di ricerca e sviluppo.

Se questi successi ci rallegrano, non eliminano tuttavia le nostre preoccupazioni. Il forte desiderio d’Europa, espresso dai nostri concittadini all’indomani del referendum britannico, rischia di perdersi se alle parole non seguiranno fatti concreti. Gli ultimi risultati elettorali mostrano una continua ascesa dei movimenti populisti. Peggio, il rispetto dello stato di diritto e dei valori fondamentali, in particolare il pluralismo dei media e la libertà di espressione, che costituiscono l’anima del progetto europeo, ci sembra non siano mai stati cosi minacciati all’interno dell’Unione. Quest’ultima però pare entrare in una nuova fase di letargia, mentre la Brexit sarà definitiva in meno di un anno.

Per questo, oggi 9 maggio, giorno della festa dell’Europa, chiediamo ai nostri concittadini, ai nostri governanti, ai leaders d’opinione, ai sindacati ed alle organizzazioni imprenditoriali di tutta Europa, di uscire dallo stallo e di attivarsi. E’indispensabile che il Consiglio europeo di giugno definisca un piano per il rilancio dell’Unione, fatto di azioni concrete che abbiano un impatto positivo sulla quotidianità e l’avvenire dei cittadini, nonché un calendario preciso per la sua attuazione.

Se così non fosse, corriamo il grave rischio che le prossime elezioni europee siano contrassegnate da un aumento senza precedenti delle forze populiste.

Incoraggiamo, quindi, tutti gli europei a partecipare alle consultazioni cittadine, nella speranza che raggiungano anche i più vulnerabili e conducano ad un’effettiva presa in considerazione di tutte le diverse opinioni espresse.

Siamo però convinti che in questo periodo di trasformazioni profonde, sia necessario essere più ambiziosi. Ed è in quest’ottica che vogliamo inventare una nuova tappa della democrazia europea.

Proponiamo di creare un diritto di partecipazione permanente alla vita politica dell’Unione e invitiamo tutti coloro che lo desiderano, ad unirsi a noi nella costruzione di civico.eu, una piattaforma civica transnazionale e multilingue, che consentirà ai cittadini non solo di essere consultati ma anche d’instaurare un dialogo civico diretto, che faccia emergere proposte concrete che alimentino in maniera continuata le Istituzioni europee.
Le tecnologie digitali, i progressi compiuti nella traduzione automatica, l’intelligenza artificiale, consentono di pensare la democrazia in modo diverso. Non si tratta affatto di mettere fine alla democrazia rappresentativa, bensì di completarla attraverso uno strumento di democrazia partecipativa e deliberativa continua. Crediamo, oggi più che mai, che i nostri concittadini debbano costituirsi in autentica forza civica transnazionale.

A settant’anni dal Congresso dell’Aja, vero atto fondatore dell’Europa unita, chiediamo un nuovo congresso delle coscienze europee entro fine anno, che riunisca cittadini, opinionisti e dirigenti di tutte le sensibilità, per scrivere insieme una nuova pagina della nostra storia comune.

È scommettendo allo stesso tempo su progressi rapidi e concreti, su di un rinnovamento democratico che garantisca i nostri valori fondamentali e sull’unione di tutte le buone volontà, che ristabiliremo la fiducia tra i cittadini e le Istituzioni europee in uno spirito di rinnovata solidarietà.

Questa è la condizione fondamentale per consentire la trasformazione dell’Unione in una grande potenza democratica, culturale, sociale, ambientale e industriale, in grado di pesare in maniera decisiva sugli sviluppi del nostro pianeta, di salvaguardare gli interessi degli Europei, di contribuire alla creazione di un mondo migliore”.

L’elenco dei firmatari è disponibile qui.

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