La lettera aperta di Macron ai cittadini d’Europa

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Lo scorso lunedì 4 marzo, il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha pubblicato, sul sito dell’Eliseo, una lettera aperta ai Cittadini d’Europa.

Una lettera nella quale Macron rivolge ai cittadini le sue preoccupazioni, le sue speranze e i suoi progetti per l’Unione europea, in vista delle imminenti elezioni di maggio che, come dice lui stesso, “saranno decisive per il futuro del nostro continente”.

L’apertura di questa lettera è una presa di coscienza, anche critica, dell’attuale situazione europea, di un’Unione in pericolo, di cui “La Brexit ne è l’emblema. Emblema della crisi dell’Europa, che non ha saputo rispondere alle esigenze di protezione dei popoli di fronte alle grandi crisi del mondo contemporaneo. Emblema, anche, dell’insidia europea”.

È sul termine “insidia” che il presidente si concentra, dicendoci che l’insidia non è l’appartenenza all’Unione Europea, ma sono, piuttosto, le manipolazioni, le false informazioni che di essa vengono fatte e che generano ripieghi nazionalisti e rifiuti senza progetti alternativi.

Quindi la risposta che emerge dalla lettera è “Dire innanzitutto cos’è l’Europa. È un successo storico: la riconciliazione di un continente devastato, in un inedito progetto di pace, di prosperità e di libertà. Non dimentichiamolo mai. L’Europa, sono anche quelle migliaia di progetti quotidiani che hanno cambiato il volto dei nostri territori, quel liceo ristrutturato, quella strada costruita, l’accesso rapido a Internet che arriva, finalmente. Questa lotta è un impegno di ogni giorno perché l’Europa come la pace non sono mai acquisite”.

Quindi Macron da un messaggio forte a tutto noi cittadini, ci dice che “È il momento del Rinascimento europeo. Pertanto, resistendo alle tentazioni del ripiego e delle divisioni, vi propongo di costruire insieme questo Rinascimento su tre ambizioni: la libertà, la protezione e il progresso.”

Da questi tre principi passa il Rinascimento europeo, secondo il presidente francese.

La libertà: “La nostra prima libertà è la libertà democratica, quella di scegliere i nostri governanti laddove, ad ogni scrutinio, alcune potenze straniere cercano di influenzare i nostri voti.”

Libertà, soprattutto libertà democratica, che va difesa dagli attacchi, dalle manipolazioni, dai discorsi di  odio e di violenza veicolati da Internet. In questa prospettiva, Macron propone la creazione di una Agenzia europea di protezione delle democrazie.

La protezione: Macron avanza  proposte di una revisione dello Spazio Shengen che garantisca la libertà nella sicurezza,  di una polizia comune delle frontiere e di un ufficio europeo dell’asilo,  sotto l’autorità di un Consiglio europeo di sicurezza interna :credo, di fronte alle migrazioni, in un’Europa che protegge al contempo i suoi valori e le sue frontiere”.

Per quanto riguarda la difesa, Macron auspica un trattato di difesa e di sicurezza che indichi “i nostri obblighi indispensabili, in collegamento con la NATO ed i nostri alleati europei”.

Il progresso infine: Macron parte dalla considerazione che “L’Europa intera è un’avanguardia: ha sempre saputo definire le norme del progresso.”

Prosegue quindi tracciando i temi che devono vedere nel progresso il loro principale strumento: uno scudo sociale che garantisca parità di retribuzione su tutto il territorio europeo e un salario minimo europeo ; la lotta ai cambiamenti climatici, per cui propone la creazione di una Banca centrale per il clima; l’innovazione, che deve essere finanziata con un budget adeguato in mano al Consiglio europeo dell’Innovazione ; un Unione Europea che guarda all’Africa con cui si deve “stringere un patto per il futuro”.

Un appello, ai Cittadini d’Europa, cui si chiede: “Allora entro la fine dell’anno, con i rappresentanti delle istituzioni europee e degli Stati, instauriamo una Conferenza per l’Europa al fine di proporre tutti i cambiamenti necessari al nostro progetto politico, senza tabù, neanche quello della revisione dei trattati.”

Quindi la chiusura:

“Cittadini d’Europa, l’impasse della Brexit è una lezione per tutti. Usciamo da questa insidia; diamo un senso alle prossime elezioni e al nostro progetto. Sta a voi decidere se l’Europa, i valori di progresso che porta avanti, debbano essere più di una parentesi nella storia. È la scelta che vi propongo, per tracciare insieme il cammino di un Rinascimento europeo”.

1 COMMENTO

  1. Mi viene di pensare un parallelo fra il percorso di successo, discusso e discutibile con luci e ombre, ma di sicuro successo, con l’altro percoso indiscutibilmente di successo delle VACCINAZIONI.
    Nei due casi il problema divente proprio il SUCCESSO avuto sul campo.
    Chi contesta apertamente questo successo sono proprio coloro che ne hanno usufuito maggiormente: icoloro nati dopo la guerra che non si sono presi le malattie infettive e non hanno più fatto guerre totali, ma solo più interventi “cosidetti umanitari” in territori extra europei.

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