La Commissione europea presenta la relazione sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE

La Carta ha permesso lo sviluppo di una cultura dei diritti fondamentali nell’azione delle istituzioni europee

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea è un documento diventato giuridicamente vincolante al momento dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009. In occasione del decimo anniversario, la Commissione europea ha pubblicato la relazione annuale riguardante l’applicazione della Carta da parte delle istituzioni europee e degli Stati membri.

Sono stati, inoltre, resi noti gli esiti di un’indagine Eurobarometro in merito alla conoscenza che i cittadini e le cittadine dell’UE hanno della Carta: il 42% ha sentito parlare di tale documento (dato in crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2012), ma soltanto il 12% sa di cosa si tratti (in crescita del 5%); il 60% ha, infine, espresso il desiderio di essere maggiormente informato rispetto ai diritti sanciti dalla Carta e sul comportamento da tenere nel caso in cui essi vengano violati.

La Carta ha permesso lo sviluppo di una cultura dei diritti fondamentali nell’azione delle istituzioni europee: la relazione ha, infatti, messo in luce come i decisori politici abbiano una consapevolezza crescente dell’importanza di far sì che i diritti della Carta siano rispettati e come l’Unione Europea abbia adottato un cospicuo numero di misure atte alla difesa dei diritti fondamentali delle persone, basti pensare al regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

È importante evidenziare, inoltre, come la Carta debba essere applicata laddove il diritto dell’UE venga attuato dalle autorità nazionali, inclusi gli organi giurisdizionali. Se nel 2010 si contavano soltanto 27 riferimenti alla Carta da parte della Corte di giustizia dell’Unione Europea, tale numero è salito a 356 nel 2018.

Rispetto all’applicazione della Carta nel 2018, la relazione ha elencato le principali iniziative dell’Unione Europea:

  • norme minime al fine di garantire un livello di protezione elevato degli informatori e delle informatrici;
  • misure atte a promuovere elezioni libere ed eque e il contrasto alle notizie false e alla disinformazione;
  • il contrasto all’incitamento all’odio online.

Per ciò che concerne, invece, gli Stati membri, la relazione ha evidenziato come vi siano possibilità di miglioramento, soprattutto in materia di rispetto dello Stato di diritto e delle normative in materia di asilo.

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

1 COMMENTO

  1. In Italia, in campo tributario non trova applicazione l’art. 41 della Carta sul necessario preventivo contraddittorio.
    Ho inviato alla Commissione Giustizia una richiesta di inoltro di inadempimento alla Corte Di Giustizia. Ho ricevuto una risposta negativa contrariamente a quanto già sentenziato dalla Corte di Giustizia Europea.
    Cosa si può fare per ottenere la piena applicazione dei diritti fondamentali disposti dalla Carta?
    Cordiali saluti.

Rispondi a Mario Sasso Cancella la risposta

Please enter your comment!
Please enter your name here