Valorizzare il potenziale delle Regioni attraverso la specializzazione intelligente

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La Commissione ha deciso di investire sulle Regioni per aumentare e distribuire in modo più equo i benefici della globalizzazione

E’ fuor di dubbio che il fenomeno della globalizzazione abbia determinato molteplici vantaggi anche nelle zone economicamente meno sviluppate, ma, è purtroppo altrettanto vero che mentre i benefici sono stati più o meno variamente distribuiti, i costi sono, invece, stati sostenuti in maniera diseguale.

La Commissione ha preso atto di queste diseguaglianze e ne ha dato conto in uno studio condotto al fine di indicare strategie di gestione della globalizzazione; in questo percorso di gestione dei cambiamenti prodotti, essa ha individuato un potenziale nascosto presente a livello locale, precisamente nelle Regioni.

Esse rappresentano una grande opportunità per accogliere le potenzialità del cambiamento, perché a questo livello locale ci sono (oppure si devono creare) le condizioni per creare efficacemente valore, attraverso investimenti sulla digitalizzazione, sull’innovazione e, non da ultimo, sulle competenze delle persone.

E’ proprio in virtù di questo potenziale intrinseco delle Regioni che la Commissione europea ha inteso investire attraverso la realizzazione di alcune iniziative volte a rafforzare la competitività e la specificità locale. Infatti i benefici della globalizzazione possono essere pienamente colti se l’ambiente sociale è capace di accoglierli: per questo motivo, è indispensabile che l’investimento in termini economici e di risorse derivi in primo luogo dal livello locale.

Ed è per questo motivo che la Commissione europea ha riconosciuto la necessità di equipaggiare le Regioni affinchè abbiano tutti gli strumenti necessari per fronteggiare le sfide del cambiamento.

Nel  2014  due sono stati gli strumenti principali messi in campo per valorizzare il potenziale delle Regioni: da un lato, alcune Regioni hanno potuto usufruire della collaborazione della Commissione europea per sviluppare il proprio sistema industriale, permettendo una efficace e solida transizione ad un sistema economico più “smart”; dall’altro, alcune Regioni hanno invece aderito a progetti di natura interregionale, ideati con il principale scopo di canalizzare gli investimenti in specifici settori, quali, ad esempio, quelli che riguardano big data, bioeconomia, efficienza delle risorse, mobilità connessa e settore manifatturiero.

In parallelo a questi due principali tentativi di rafforzamento del potenziale delle Regioni, la Commissione ha altresì favorito forme di partnership e sinergia tra gli investimenti e la ricerca attraverso l’impegno profuso in alcuni programmi e strumenti europei, tra cui il Programma di Coesione regionale.

Nel futuro non troppo lontano, la Commissione inviterà le Regioni a manifestare l’interesse a partecipare a nuove iniziative regionali pilota in tema di transizione industriale e continuerà così a favorire l’incontro tra sistemi produttivi differenti, nonché ad incrementare una gestione efficiente ed un ottimale coordinamento a livello locale dei progetti esistenti.

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