Ue: il punto sul ricollocamento dei richiedenti asilo

280

È stata adottata il 26 luglio la quattordicesima Relazione sulla ricollocazione dei richiedenti asilo e sul reinsediamento dei rifugiati.

Una precisazione terminologica

La ricollocazione (relocation) è “il trasferimento di persone, che necessitano o già godono di una forma di protezione internazionale in uno Stato membro dell’UE, in un altro Stato membro dell’UE in cui otterranno una protezione analoga”.

Per reinsediamento (resettlement) si intende il trasferimento di cittadini di Paesi terzi o apolidi, riconosciuti bisognosi di protezione internazionale, in uno Stato membro dell’UE in cui sono ammessi per motivi umanitari o come rifugiati”

I dati

Da novembre 2016 vi sono state oltre 1.000 ricollocazioni al mese e il giugno 2017 è stato il “mese – record” con oltre 3.000. Alla data di stesura della Relazione (24 luglio) le ricollocazioni sono state complessivamente 24.676 (di cui 16.803 dalla Grecia e 7.873 dall’Italia).

Per quanto riguarda i reinsediamenti, la Relazione contiene dati che vengono definiti «positivi»: sono stati effettuati 17.179 riesinsediamenti sui 22.504 concordati.

Globalmente i progressi relativi al reinsediamento continuano ad essere positivi e tre quarti circa (17.179) dei 22.504 reinsediamenti concordati nel luglio 2015.

Gli impegni contenuti nella Raccomandazione della Commissione europea (giugno 2015) e assunti dal Consiglio europeo dei ministri degli Esteri nelle Conclusioni della seduta del 20 luglio 2015 sono ormai stati rispettati da molti Stati membri e quelli che ancora non hanno conseguito gli obiettivi che avevano assunto, stanno per farlo.

Più disomogenea è invece la situazione dei reinsediamenti dalla Turchia (Accordo del marzo 2016). Nell’ultimo mese (dal 14 giugno 2017) i profughi siriani reinsediati dalla Turchia in altri Stati membri sono stati 1.552. Il numero complessivo, dall’entrata in vigore dell’accordo sale quindi a 7.806 mentre proseguono i negoziati sulle procedure operative standard del programma volontario di ammissione umanitaria tra gli Stati partecipanti e la Turchia, con l’obiettivo di adottarle in tempi brevi.

Le priorità

La Commissione richiede un «impego costante» per la ricollocazione delle persone che sono ferme in Grecia (tra i 4.800 e i 6.800) e in Italia dove continuano gli arrivi e si osservano ritardi nell’implementazione dei sistemi di registrazione delle persone arrivate tra il 2016 e il 2017, in prevalenza eritrei.

La Commissione europea richiede inoltre di accelerare le procedure di ricollocazione, in modo da riuscire a ricollocare tutti coloro che arriveranno entro il 26 settembre 2017 data che, si sottolinea nella Redazione non esaurisce l’obbligo di ricollocazione.

La Relazione contiene, infine uno “stato dell’arte” circa il rispetto degli impegni da parte sei singoli Stati membri: Malta, Lettonia e Norvegia hanno praticamente già assolto i loro obblighi, la Svezia che ha iniziato nel giugno 2017 ha già accolto il 60% delle ricollocazioni sulle quali si era impegnata, Spagna e Germania hanno annunciato una prossima accelerazione.

Fonte Commissione Europea – Scheda informativa

Approfondimento: Testo integrale della Relazione

LASCIA UN COMMENTO