Previsioni economiche d’autunno 2016

778

Sono state diffuse il 9 novembre scorso le previsioni economiche d’autunno della Commissione europea. Si tratta, come afferma la stessa Commisisone di previsioni particolarmente esposte al rischio di revisioni al ribasso vista l’instabilità del contesto politico attuale (Brexit) e dello scenario mondiale.

Viene pronosticata  una «crescita a livello moderato» in cui ostacoli e fragilità ridimensionano la portata dei deboli segnali positivi in tema di lavoro e consumi privati.

In termini di  numeri si prevede per la zona euro una crescita del PIL pari all’1,7% nel 2016, all’1,5% nel 2017 e all’1,7% nel 2018 (previsioni di primavera: 1,6% nel 2016 e 1,8% nel 2017). La crescita del PIL nell’intera Ue dovrebbe seguire una tendenza analoga attestandosi all’1,8% quest’anno, all’1,6% nel 2017 e all’1,8% nel 2018 (previsioni di primavera: 1,8% nel 2016 e 1,9% nel 2017).

I consumi continueranno  ad essere il motore della crescita, sostenuti da aspettative positive in tema di occupazione e da moderata ripresa dei salari. Gli scenari relativi alla politica monetaria e su quella di bilancio sono definite rispettivamente «accomodanti» e «non restrittivi»  questo dovrebbe determinare da un lato un ruolo positivo degli oneri finanziari (che continueranno a sostenere la crescita) e dall’altro il proseguire della riduzione del disavanzo del bilancio aggregato della zona euro.

Le criticità evocate in questa edizione delle Previsioni attengono all’incertezza politica. alla lentezza della crescita nella zona extra-Ue, alla debolezza del commercio mondiale, al basso livello di performance economica degli ultimi anni (che se continua rallenterà la crescita) e alla fine di elementi positivi quali il calo dei prezzi petroliferi e il deprezzamento monetario.

Gli aumenti previsti per il PIL sono, secondo la Commissione, generalizzati e dovrebbero avere impatto positivo su tutti gli Stati Ue. Notizie buone, o migliori che in passato, riguardano anche gli investimenti che dovrebbero ripartire (+3,3% nel 2016, +3,1% nel 2017 e +3,5% nel 2018), sostenuti anche dal Piano Juncker e dalla progressiva attuazione dei progetti finanziati con i fondi UE 2014-2020.

Una dinamica debolmente positiva è prevista anche per l’occupazione: si parla di crescita dell’1,4% dell’occupazione sia per l’Ue sia per l’eurozona nel 2016 e di un andamento positivo ma più contenuto nei due anni successivi.

LASCIA UN COMMENTO