Presidenza del Consiglio dell’UE: è il turno della Bulgaria

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Sicurezza, solidarietà e competitività, sono le parole-chiave sulle quali punta il governo di Sofia, nel suo programma per il turno di presidenza dell’UE (primo semestre 2018).

La Bulgaria, Paese in posizione geopolitica cruciale a sud-est dell’Europa, frontiera UE con la Turchia e con i Balcani occidentali (per cui evoca una stabile connessione con l’UE), arriva per la prima volta nella sua breve storia di Stato UE (iniziata nel 2007) alla presidenza del Consiglio dei ministri.

Il governo del presidente Bojko Borisov (Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria, PPE) lavorerà come «onesto mediatore» alla ricerca di «soluzioni comuni in risposta ai bisogni dell’Europa e dei suoi cittadini», scegliendo la via del «consenso, della  competitività e della  coesione».

Quattro gli assi prioritari di lavoro

Futuro dell’Europa, giovani, crescita economica e coesione sociale. In un quadro che volge al positivo, dal punto di vista delle dinamiche economiche, le sfide da affrontare restano la riduzione del debito e la crescita dei salari.

In tema di coesione sociale, territoriale ed economica, è forte il richiamo della presidenza bulgara all’aumento delle risorse: la Bulgaria si impegna a promuovere un «attivo e costruttivo dibattito» sul quadro finanziario pluriennale, finalizzato alla ricerca di un equilibrio tra nuovi fondi e fondi esistenti, tra strumenti finanziari e sovvenzioni».

Sicurezza e stabilità in un Unione europea forte Viene qui richiamata la necessità di «ampio consenso e sforzo comune» per la gestione dei flussi migratori, alla ricerca di «corrette soluzioni di lunga durata» in tema di politiche dell’asilo, controllo delle frontiere, scambio di informazioni ed efficienza dei sistemi giudiziari.

Prospettiva europea per i Balcani occidentali: l’ambizione della presidenza bulgara è «raggiungere un piano d’azione chiaro» con ciascun Paese (Macedonia, Montenegro, Albania e Serbia) «senza creare aspettative irrealistiche, ma con passi concreti» per dare alla regione pace, sicurezza e stabilità. Si tratta, si legge ancora nel documento programmatico, di «creare connessioni in tema di «trasporti, energia, sistemi educativi e digitale».

Economia digitale e nuove competenze per il futuro il tema della «via digitale al rafforzamento della competitività europea» è una costante del “Trio” di presidenze (Estonia, Bulgaria, Austria); il documento programmatico del governo bulgaro punta soprattutto sui giovani e sull’utilizzo del digitale per rafforzare le loro competenze (in vista del loro ingresso  nel mondo del lavoro) e la  loro inclusione sociale (investendo sulla modernizzazione dei sistemi educativi e sula valorizzazione degli spazi di apprendimento informale).

La Bulgaria che ha preso il testimone dall’Estonia, lo passerà all’Austria il primo luglio prossimo, quando si saprà  un po’di più, e al di fuori degli slogan di campagna elettorale, quali saranno gli orientamenti del governo “nero blu” di Vienna rispetto alle sfide che l’UE sta affrontando e dovrà affrontare.

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