Politica di coesione: fulcro per lo sviluppo dell’Unione Europea

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Il 31 gennaio e il 1 febbraio si è svolta la sessione plenaria del Comitato delle Regioni durante la quale molti sono stati i contributi volti a valorizzare la politica di coesione, considerata quale cardine per il superamento delle differenze economiche e sociali tra le Regioni

Competitività delle economie e coesione rappresentano gli ambiti su cui l’Europa deve investire per rafforzare le sue fondamenta attraverso l’attuazione di politiche che pongano al centro la convergenza sociale e la riduzione delle diseguaglianze.

Molte le proposte avanzate per concretizzare il raggiungimento di questi ambiziosi obiettivi: innanzitutto centrale è l’aumento delle contribuzioni di ogni Stato membro al budget europeo, nonchè l’incremento dei finanziamenti per la coesione (tra cui gli investimenti territoriali integrati), la maggiore accessibilità alle risorse del Fondo europeo per gli investimenti strategici e il rinnovato sostegno al programma COSME, che supporta l’accesso delle piccole e medie imprese al microcredito.

Inoltre, centrale è la valorizzazione delle Regioni ultraperiferiche, attraverso la formulazione di proposte di una strategia per la promozione dell’occupazione, dello sviluppo economico, della coesione sociale e delle pari opportunità.

Una politica di coesione efficace parte anche dalla circolazione della conoscenza e di prassi comuni di buon governo: per questo il Comitato ha proposto alla Commissione europea di attivare il programma Erasmus+ per gli amministratori locali per il periodo 2018-2020, già lanciato nel 2012.

Anche il Mercato Unico Digitale e la sensibilità verso la politica ambientale sono stati temi considerati il giusto perno per lo sviluppo del livello regionale.

Queste le proposte emerse dal Comitato delle regioni, ma la vera direzione che l’Unione europea intenderà intraprendere si conoscerà solo in prossimità dell’adozione del prossimo quadro finanziario pluriennale.

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