L’EUROPA CHE VOGLIAMO

Convinti che un’altra Europa non solo sia possibile, ma anche necessaria, diventa adesso indispensabile e urgente mettere nero su bianco quale Unione Europea vogliamo noi cittadini, senza delegarne il compito ai soli governi e alle tecnocrazie delle quali è chiaro il fallimento, in particolare nel corso della crisi esplosa in Europa a partire dal 2008, ad esempio nella gestione disastrosa della vicenda greca e, più recentemente, dei flussi migratori.
Con questo spirito, APICE si impegna a proporre alcune piste di riflessione da condividere con quella parte di società civile giustamente inquieta sul futuro dell’Unione e che vuole più Europa, ma anche un’altra Europa.
In sintesi, ecco l‘UE che vogliamo:

1

Un nuovo progetto comunitario adeguato al contesto della globalizzazione e dei mutamenti epocali in corso, che tenga conto dei valori fondativi dell’Unione Europea e degli importanti risultati raggiunti dal secondo dopoguerra, tra cui il mantenimento della pace, la ricostruzione e lo sviluppo dell’economia, la promozione dello Stato di diritto e la salvaguardia del Welfare.

2

La ripresa del progetto costituzionale e l’avvio di politiche (veramente) comuni in grado di rispondere ai cambiamenti della società europea, dall’impoverimento del ceto medio, con conseguente concentrazione del potere economico nelle mani di pochi, all’aggravarsi del disagio sociale, fino all’intensificarsi dei flussi migratori.

3

Un allargamento dell’Unione Europea economicamente e socialmente sostenibile, che tenga conto dei valori e del progetto di una Comunità avviata verso un’unione politica.

4

La conferma della solidarietà come base del patto europeo e come motore del percorso verso un’unione politica fondata sul diritto e sui diritti, generatori di doveri, credibile per i suoi cittadini e stimolo per il resto del mondo.

5

Politiche estere, di sicurezza comune e di partenariato che pongano fine al declino e riportino l’Unione Europea sulla scena mondiale sul piano politico, economico e anche etico.

6

Politiche fiscali e di bilancio a completamento dell’unione economica e monetaria che diano coerenza all’insieme delle economie nazionali e possano rispondere alle esigenze interne e internazionali della sostenibilità, quella ambientale tra le altre.

7

Un comune modello europeo improntato a una progressiva convergenza sociale, alla corresponsabilità e alla sostenibilità futura, che non rinunci alla salvaguardia del Welfare e del diritto del lavoro e che sappia rispondere positivamente alle sfide dell’immigrazione e a quelle ambientale.

8

Un bilancio comunitario in grado di sostenere politiche comuni davvero efficaci grazie a risorse adeguate, provenienti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) e dalla tassazione delle transazioni finanziarie.

9

Un riassetto degli equilibri istituzionali che restituiscano la capacità propulsiva ai diversi organi dell’UE, rendano la Commissione più indipendente dal Consiglio e diano al Parlamento una sufficiente capacità di iniziativa legislativa.

10

La capacità di affrontare, classi dirigenti e cittadinanza unite, le sfide del prossimo futuro: la sovranità condivisa dai Paesi membri, la riforma delle istituzioni, la creazione di una comunità non solo monetaria ma anche economica e fiscale, l’elaborazione di politiche sociali convergenti e l’assunzione di responsabilità condivise in materia di immigrazione e diritti di cittadinanza.