La Commissione e gli interventi nella rotta del Mediterraneo centrale

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La commissione ha presentato a luglio una serie di misure richiamando il Consiglio europeo dello scorso giugno, in cui gli stati membri si sono impegnati a intensificare gli sforzi per fronteggiare la crisi sulla rotta del Mediterraneo centrale.

Tali misure sono da considerarsi di carattere immediato e come sottolineato dal presidente della Commissione Jean-Claude Junker, devono essere generati da un senso di solidarietà, mettendo al centro le persone costrette a scappare dai loro paesi d’origine e gli stati membri più esposti.

Nel pacchetto di misure varate per accelerare gli interventi collettivi, di particolare rilevanza sono le azioni a sostegno dell’Italia e a favore dei paesi africani.  Si tratta di provvedimenti sia di tipo economico che a livello di gestione, coordinamento e mediazione, quali per esempio la creazione di un centri operativi di soccorso marittimo, finanziare sistemi di reinsediamento, rafforzare i controlli sulla frontiera meridionale, accelerare i rimpatri volontari assistiti,..

Dal canto suo l’Italia dovrebbe, tra gli altri, concentrarsi su procedure spinose in tema di ricollocamenti, rimpatri e asilo, affrontare il dialogo con le ONG e attuare la legge Minniti.

Il terzo livello è rappresentato dalle incombenze degli stati membri che oltre a contribuire agli interventi già citati, in sinergia con il Parlamento europeo dovrebbero accelerare le valutazioni sulla riforma della convenzione di Dublino e contribuire al Fondo fiduciario Europa-Africa.

La commissione ha presentato in luglio una serie di misure richiamando il Consiglio europeo dello scorso giugno, in cui gli stati membri si sono impegnati a intensificare gli sforzi per fronteggiare la crisi sulla rotta del Mediterraneo centrale.

Tali misure sono da considerarsi di carattere immediato e come sottolineato dal presidente della Commissione Jean-Claude Junker, devono essere generati da un senso di solidarietà, mettendo al centro le persone costrette a scappare dai loro paesi d’origine e gli stati membri più esposti.

Nel pacchetto di misure varate per accelerare gli interventi collettivi, di particolare rilevanza sono le azioni a sostegno dell’Italia e a favore dei paesi africani.  Si tratta di provvedimenti sia di tipo economico che a livello di gestione, coordinamento e mediazione, quali per esempio la creazione di un centri operativi di soccorso marittimo, finanziare sistemi di reinsediamento, rafforzare i controlli sulla frontiera meridionale, accelerare i rimpatri volontari assistiti,..

Dal canto suo l’Italia dovrebbe, tra gli altri, concentrarsi su procedure spinose in tema di ricollocamenti, rimpatri e asilo, affrontare il dialogo con le ONG e attuare la legge Minniti.

Il terzo livello è rappresentato dalle incombenze degli stati membri che oltre a contribuire agli interventi già citati, in sinergia con il Parlamento europeo dovrebbero sveltire le valutazioni sulla riforma della convenzione di Dublino e contribuire al Fondo fiduciario Europa-Africa.

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Elena Tassone

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