Europa e Africa: un Partenariato per il futuro?

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Il 29 e 30 novembre scorsi, si è tenuto in Costa d’Avorio, ad Abidjan, il quinto Vertice tra Unione Europea e Unione Africana.

Un incontro al quale hanno partecipato i 28 Stati membri e 55 leader africani e sul quale erano puntati i riflettori di un’attualità che, scivolando sempre più nell’emergenza, richiedeva a tutti gli attori coinvolti, coraggio politico, prospettive lungimiranti e nuove strategie di cooperazione e dialogo.

Gli aspetti di questa attualità sono eloquenti e allarmanti: una forte migrazione all’interno dell’Africa e dall’Africa verso l’Europa e il resto del mondo, alla ricerca di migliori condizioni di vita e di sicurezza, una transizione demografica senza precedenti che porterà il continente africano a raddoppiare la propria popolazione entro il 2050 (2,5 miliardi nel 2050, un quarto della popolazione mondiale). Al riguardo, un recente rapporto dell’UNICEF osserva che circa la metà della popolazione africana ha meno di 18 anni e i bambini rappresentano, in alcuni dei 55 Stati membri dell’Unione Africana, la maggioranza della popolazione.

Un altro dato allarmante riguarda la salute del Continente, dove i cambiamenti climatici, insieme ai numerosi conflitti, stanno producendo gravi crisi umanitarie: cattiva gestione delle risorse, siccità, desertificazione, inaridimento dei suoli, mancanza d’acqua creano crisi economiche, sociali e migrazioni sempre più difficili da gestire in un contesto in cui il 90% dell’economia è basata sull’agricoltura e l’allevamento.

Ed è in questo panorama di fondo, in continua evoluzione, che il quinto Vertice Europa – Africa ha cercato di porre le basi di una cooperazione che mettesse in primo piano un futuro sostenibile per i giovani africani, un impegno forte per migliorare la governance e garantire maggiore sicurezza e pace e la gestione in partenariato del fenomeno delle migrazioni, sia sotto il profilo legale che sotto quello dei diritti umani e del rispetto delle leggi internazionali.

Un programma molto vasto e, nelle rispettive intenzioni, all’altezza delle sfide che si incrociano e si influenzano a vicenda nelle future prospettive politiche dei due Continenti.

Concretamente, le decisioni prese vertono in particolare su un piano di investimenti esterni dell’Unione Europea che dovrebbe mobilitare circa 44 miliardi di Euro per l’Africa in sostegno allo sviluppo sostenibile e alla creazione di posti di lavoro per i giovani. I fondi andranno in quei settori ritenuti prioritari, quali gli investimenti nelle persone, nell’istruzione, nell’accesso alla ricerca e alla tecnologia, nello sviluppo di competenze, nella formazione professionale, nel rafforzamento dell’imprenditoria femminile e giovanile. Non solo, ma saranno fondi che andranno a sostenere anche le iniziative africane in tema di energie rinnovabili e di lotta contro i cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda il tema delle migrazioni, il Vertice ha deciso la creazione di una task force congiunta fra Unione Europea, Unione Africana e Nazioni Unite con due obiettivi : da una parte la protezione e il salvataggio dei migranti sulle rotte del Mediterraneo, con particolare attenzione alla Libia e dall’altra una maggiore cooperazione per l’attuazione dei rimpatri volontari verso i Paesi d’origine e, all’interno dell’Europa, per il reinsediamento dei richiedenti protezione internazionale.

Un programma di grandi dimensioni, che ha certamente bisogno di grandi investimenti finanziari, e di forti sinergie fra settore pubblico e privato, ma che richiede soprattutto volontà politica e significativi coinvolgimenti della società civile e, in particolare, dei giovani, da una parte e dall’altra del Mediterraneo.

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