Ambiente senza Frontiere: Finite il 2 agosto le risorse naturali annuali della Terra

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Dopo l’accordo di Parigi del dicembre 2015 (Cop 21) sui cambiamenti climatici, i responsabili politici della Terra si danno appuntamento ogni anno per definire le misure e gli impegni concreti che ogni Paese dovrà adottare per raggiungere gli obiettivi sottoscritti. Si sono riuniti a Marrakech (Cop 22) nel novembre 2016 e si riuniranno ancora a Bonn (Cop 23) nel prossimo novembre 2017.

Questa rubrica ha come obiettivo di mettere in evidenza i problemi più significativi creati dal surriscaldamento globale. Un primo problema, analizzato lo scorso anno dalla Banca Mondiale in occasione della Cop 22, riguarda l’impatto economico delle catastrofi naturali sulle popolazioni più povere del pianeta.

 

Finite il 2 agosto le risorse naturali annuali della Terra

E’ dal 2 agosto che le risorse naturali annuali della Terra, a nostra disposizione, sono finite. Significa che da quella data e fino al 31 dicembre 2017 l’umanità vivrà a credito, sovrasfruttando gli ecosistemi e compromettendo la loro capacità di rigenerazione. Significa, in cifre, che il consumo dell’umanità va oltre il 70% delle risorse disponibili e che, in media, servirebbero 1,7 volte Pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno di risorse naturali. Le cifre ci dicono anche che se tutti vivessero come gli Australiani, servirebbero 5,2 Pianeti; se tutti avessero il tenore di vita degli Americani servirebbero 5 Pianeti, 3 Pianeti se tutti vivessero come i Francesi e 2,7 Pianeti come gli Italiani.

Cifre inquietanti che provengono dall’Istituto di ricerca “Global Footprint Network” (Network mondiale dell’impronta ecologica), basato in California, che ogni anno misura lo sfruttamento delle risorse naturali della Terra con la capacità di quest’ultima di ricostruire le sue riserve ed assorbire il gas ad effetto serra. L’Istituto calcola “il giorno di superamento della Terra” da anni, mettendo in evidenza come ogni anno questa giornata cada sempre prima a causa dell’aumento dei consumi mondiali: nel 1985 era stata fissata al 5 novembre, nel 1998 al primo ottobre e nel 2009 al 20 agosto.

Questo deficit di risorse è dovuto, in particolare, alla deforestazione, allo sfruttamento delle risorse ittiche e all’espulsione di carbone nell’atmosfera in quantità superiore a quanto le foreste e gli oceani ormai possano assorbirne.

Gli effetti di questo eccessivo sfruttamento sono sotto gli occhi di tutti: declino della biodiversità, penuria d’acqua, acidificazione degli oceani, erosione dei suoli. Senza dimenticare i sempre più temibili effetti dei cambiamenti climatici.

Certo è che solo un radicale cambiamento di rotta nei consumi, una redistribuzione più equa delle risorse e un forte impegno politico per una transizione energetica orientata verso l’abbandono dei combustibili fossili possono generare alcune speranze per la salvaguardia e il futuro del Pianeta. Un altro studio ci indica che se riuscissimo a posticipare “il giorno di superamento della Terra” di 4,5 giorni ogni anno, potremmo riequilibrare lo sfruttamento delle risorse entro il 2050.

 

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